L'Archivio scomparso di Napoli
Che fine ha fatto l’antico archivio conservato dal Conte Riccardo Filangieri di Candida, Soprintendente dell’Archivio di Stato Reale di Napoli? Alla ricerca di un mistero irrisolto dal 1943.
Come alcuni studiosi sanno, la storia dell’Italia meridionale è nata grazie alla lettura e all’interpretazione dei documenti dell’Archivio di Stato di Napoli. Pochi sanno, però, che la storia di questo archivio fu alquanto sfortunata perché moltissimi documenti furono distrutti. Che fine fece quell’archivio? Dove si trova adesso? Quasi nessuno sa che una parte di quei documenti fu sottratta all’Archivio di Stato per essere trasferita, in gran segreto, a San Paolo Belsito, nella villa del Conte Riccardo Filangieri di Candida, allora Soprintendente dell’Archivio.
La serie di documenti, tra i più antichi e importanti del Regno, fu trasferita con lo scopo di preservarli dai pericoli degli attacchi aerei. Fu così che il conte trasportò i documenti più preziosi dell’Archivio di Napoli nella Villa Montesano vicino Belsito. Ciò fu un errore di tattica poiché, a causa dell’uccisione di un soldato tedesco nella piazza di Nola, alcuni soldati tedeschi in motocicletta, alle 9,15 entrarono di colpo nella Villa Montesano e bruciarono l’intero deposito di documenti.
Il disastro fu davvero enorme. In quella villa il Conte Filangieri aveva depositato tutta la serie più preziosa di documenti che provenivano da tutti gli archivi dell’intera Italia meridionale, vanto e orgoglio della Storia d’Europa. Una lacuna immensa nelle fonti storiche della civiltà europea, una perdita che nulla mai sarà capace di riempire.
Fra i documenti più preziosi persi pare vi fosse la serie di 378 registri della Cancelleria Angioina, della Cancelleria del Regno d’Aragona, della Cancelleria Borbonica e poi manoscritti, codici, atti notarili, editti imperiali, trattati originali del Regno di Napoli oltre a tanti libri a stampa unica.
Da quel momento in poi gli archivisti napoletani iniziarono una ricerca periodica per ricostruire gli antichi archivi, ma non sempre gli esiti furono felici.
Che fine fecero davvero quegli archivi? Possibile che nel rogo sia stato perduto tutto?
La villa, situata in località Livardi, frazione di San Paolo Belsito, si trova su un poggio con lo stesso toponimo. Essa appare già documentata nel 1639 e pare fosse stata costruita dalla nobile famiglia Mastrilli e poi donata ai Capecelatro. Successivamente passò ai Della Valle e, nel 1910, alla famiglia Di Benedetto e ai Nicolini.
Chissà cosa nasconde questa storia, e chissà che fine ha fatto per davvero l’antico archivio scomparso.

