ARCHITETTURA DI PALAZZO CARAFA A MARIGLIANELLA (NA).
Le origini dell’antico convento Carafa di Mariglianella.
La città di Mariglianella ha una storia antichissima. Pur facendo parte di un territorio soggetto alla centuriazione romana, in realtà è a partire dagli inizi del XVI secolo che iniziò la creazione di un proprio distretto territoriale, appartenente alla Diocesi di Nola. Essa viene annoverata tra i siti da vedere per la presenza un ex convento che prende nome dalla famiglia “Carafa della Stadera”.
Nel 1583, su interessamento di Carlo Carafa, venerabile e fondatore della Congregazione dei Pii Operai, si iniziò a costruire un altro palazzo. Questi si unì ad una Cappella dedicata a S. Maria della Sanità. Il palazzo, che era diventato davvero imponente, tanto che gli eredi del venerabile Carafa furono costretti a cedere all’Ordine dei Domenicani l’immobile.
Da qualche anno il complesso architettonico si presenta quasi allo stato di rudere e non rientra in nessun progetto di ristrutturazione. Certo è che esso fece parte di quel complesso architettonico di notevole interesse che vede nel Venerabile Carlo Carafa il suo massimo esponente. Don Carlo Carafa, Conte di Andria e Principe di Ruvo e Mariglianella, nato nel 1561 a Nola, sino a morire in Napoli nel 1633.
Ai margini dell’abitato vi erano alcuni edifici sorti su un antico tratturo. Questa strada, infatti, era il percorso di collegamento per il commercio del grano sin dall’antichità. Il complesso monumentale prende il nome dalla famiglia Carafa che aveva da tempo acquistato il feudo e la fortezza di Mariglianella. Il Conte Carafa aveva messo mano su strutture precedenti, demolendole parzialmente e riadattandole con ampliamenti e abbellimenti tipici di una dimora baronale dell’epoca. Fu dopo il 1583 che Carlo Carafa, venerabile e fondatore della Congregazione dei Pii Operai, volle ampliare il vecchio palazzo.
Il complesso più antico e ben visibile è quello visibile in una traversa di via Marconi ed ha un fronte di attacco di 37,8 metri, con unico ingresso principale. Qui è solo visibile il corpo di fabbrica laterale e l’ingresso principale ricavato nel corpo di fabbrica A che si unisce all’originaria chiesa e all’antica torre laterale del palazzo. Dal cortile, che immette nell’arco di ingresso dopo un enorme deposito sotterraneo, si accede alla via Marconi. Al piano nobile si accede tramite una breve scalinata fatta da due rampe ed un tornante con piazzola. Seppur allo stato di rudere, si tratta di uno dei maggiori monumenti dell’agro napoletano.





