Tarsie murarie in Campania
Itinerari sconosciuti di una terra sempre protesa fra nord e sud, nel Mediterraneo.
Il termine tarsia muraria è stato adottato per indicare proprio alcune costruzioni del periodo normanno caratterizzate da decorazioni a intarsio murario e archi intrecciati. Tali decorazioni, realizzate con disegni estrosi e geometrici, conferivano al paramento murario dei manufatti sui quali appariva un gusto di raffinata grazia orientale. Proprio questi motivi si ritrovano in alcune delle architetture religiose e civili dell’Italia meridionale dei secoli XI-XIII e conducono la ricerca storica e artistica in area normanna. Infatti, con questo termine viene anche indicata questa particolare forma di decorazione, tanto da essere chiamata decorazione “arabo-normanna”.
Benché quasi tutti i monumenti romanici dell’Italia meridionale e della Sicilia appartengano appunto al periodo di piena e incontrastata signoria dei Normanni, pochi sono quelli che mostrano il riflesso certo dell’arte oltremontana. Infatti, è del tutto accertato che con l’avvento dei Normanni, il cui potere centralizzato si estende a tutte le regioni meridionali, si determinò una revisione del paesaggio della Campania in senso architettonico. Ad ogni modo, nell’ambito delle esperienze artistiche di questo periodo, si verificava il perdurare di componenti orientali, bizantine e islamiche soprattutto nell’area amalfitana e salernitana, proprio nel periodo della dominazione normanna e sveva.
Nel caso delle fabbriche civili è da notare l’impiego di archi acuti e di decorazioni ad incrostazioni laviche bicromiche gialle e nere.
Altri studiosi sono incorsi in dibattiti riguardanti le origini e le possibili influenze in questo tipo di decorazioni, racchiudendo queste manifestazioni in una comune espressione quale quella di arte siculo-campana. Non è inusuale, quindi, trovare decorazioni particolari al Sud e in Campania sorte in un arco di tempo che va dall’XI al XIII secolo. Si tratta di Palazzo o Castel Terracena, Palazzo Fruscione e Palazzo Pernigotti a Salerno, Palazzo Veniero a Sorrento e, infine, Villa Rufolo a Ravello con alcuni altri esempi minori come nel territorio di Ravello (Casa Amato, Minuto, Scala e Torello).
Gli elementi decorativi che costituiscono parte della decorazione degli edifici sono fondati su valori diversi rispetto ai motivi decorativi della Sicilia araba. Se questi tipi di decorazione assorbono anche caratteristiche provenienti dalla Spagna musulmana, si può quindi parlare di influenze nordiche nell’architettura campana giunte attraverso la penetrazione dell’influsso spagnolo.








